Economia

Nei decenni seguenti alla Seconda guerra mondiale il Comune di Savogna d'Isonzo è stato coinvolto in una radicale fase di sviluppo passando dalle attività primarie a quelle secondarie e terziarie. Prendendo in considerazione le attività postindustriali del terziario il passaggio ad esse è meno evidente. Nell'arco di circa cinquant'anni le principali differenze riguardanti l'aspetto sociale e lo standard di vita tra città e paese si sono completamente equilibrate; anzi, per certi aspetti le condizioni di vita nelle aree periferiche sono persino migliori. Gli abitanti del Comune trovano impiego principalmente nella vicina Gorizia, gli abitanti dell'altipiano carsico anche nel Monfalconese.
Entro il territorio comunale si stanno sviluppando due nuclei occupazionali. Nella zona artigianale di Malnišče si sono sviluppate imprese di carattere artigianale nel campo della lavorazione della pietra e dei metalli, mentre in via Trieste, presso l'aeroporto, trovano spazio varie imprese di autotrasporti, import – export e un vivaio. I cittadini sono inoltre impiegati nel settore del commercio al minuto, nell'amministrazione pubblica, nella sanità e nelle attività di ristorazione. In quanto il Comune di Savogna d'Isonzo fa parte della Zona franca di Gorizia, anche i suoi abitanti possono usufruire di alcune agevolazioni di carattere economico, tra le quali l'acquisto di carburante a prezzo ridotto.
L'agricoltura si è sviluppata soltanto come attività parallela e complementare. Tra le colture prevalgono il mais, le patate e il frumento, tra gli ortaggi i legumi e la verdura in generale. Gli alberi da frutta hanno principalmente un ruolo decorativo intorno alle case di abitazione. Si coltivano inoltre vigneti, ma la produzione di uva e vino non supera il consumo domestico.