Storia

Dai castellieri preistorici alle Province Illiriche
Le testimonianze sulla presenza di civiltà antiche sono state riscontrate nell'area carsica del territorio comunale, dove sono stati trovati alcuni castellieri protostorici. Nel II secolo i Romani scacciarono gli antichi abitanti del posto. I resti del ponte romano sull'Isonzo testimoniano l'esistenza della Via romana che dalla pianura friulana si inoltrava, passando per Renče (SLO), verso il centro della Slovenia. Successivamente la stessa via venne usata dai popoli dell'Est che trasmigrarono sulla penisola appenninica. A questo periodo risale anche la vecchia strada romana - detta Štradalta - che collega il centro del paese con la frazione di Peci e l'odierno valico di frontiera di Merna (Miren).
Gli sloveni popolarono questi luoghi nell'Alto Medioevo. Le varie denominazioni degli abitati vennero registrate nei libri delle tasse attorno al 1200. L'autorità politica venne esercitata prima dai conti di Gorizia, poi dai patriarchi di Aquileia, dalla Serenissima, dagli Asburgo e dai francesi nel contesto delle Province Illiriche.


Il castello di Rubbia
In questo periodo il castello di Rubbia ha svolto un ruolo importante per la storia del paese, sebbene non esistano fonti precise sulla data della sua costruzione. Di certo sul posto padroneggiava una fortezza risalente almeno al Medio Evo, se non ad un epoca precedente. Il castello di Rubbia fece la sua entrata nella storia slovena con il padre protestante Primož Trubar, mentre in quella europea durante la seconda Guerra di Gradisca e la Prima guerra mondiale. Secondo alcuni storici italiani e tedeschi, l'edificio, così come lo conobbero gli abitanti di Savogna Prima della prima guerra mondiale, risale al XV secolo e fu costruito sulle rovine di una vecchia fortezza medievale. Le opinioni riguardo al costruttore del castello sono diverse. Secondo alcuni il castello venne costruito su ordine dei conti Coronini in quanto l'edificio era molto simile ai castelli di Kromberk e Susans. Secondo altri invece esso venne costruito dalla famiglia nobile Thurn und Taxis, proprietaria del castello di Duino, e i Coronini l'acquistarono solo successivamente. Nel 1872 il castello venne definitivamente acquistato dal barone Bianchi trasferitovisi dal Veneto.
Il castello di Rubbia entrò nella storia slovena grazie all'arrivo del padre protestante e scrittore sloveno Primož Trubar, autore del primo libro stampato in lingua slovena. Primož Trubar fece tappa a Gorizia e a Rubbia nell'autunno del 1563. Egli si rifugiò nel castello di Rubbia dopo aver predicato in piazza Duomo a Gorizia e dopo esser stato denunciato e citato in giudizio al patriarca da parte di un prete cattolico.


Dagli Asburgo ad oggi
Fino al 1918 il territorio fece parte dell'Impero Austro-Ungarico, poi dell'Italia, tranne per il periodo 1943 – 1947, quando venne gestito prima dalla Germania e poi dagli Alleati occidentali. Nel 1945 l'attuale territorio del Comune di Savogna fu liberato dalle unità del IX Korpus dell'Esercito di liberazione nazionale jugoslavo.
Durante la Prima guerra mondiale tutti gli abitati furono fortemente devastati e proprio per questo motivo non ci sono molte testimonianze sulla vita culturale. Tra le due guerre la popolazione fu vessata dalla pressione snazionalizzatrice del regime fascista, mentre durante la Seconda guerra mondiale essa partecipò attivamente alla Resistenza nelle unità partigiane. Il numero totale dei caduti ammonta a 102.
Dopo il 1866 Savogna si divise da Merna (Miren) diventando Comune autonomo. All'epoca la gestione del Comune si svolgeva anche in lingua slovena. Nel 1927 venne tolta al Comune l'autonomia locale e le frazioni vennero nuovamente annesse al Comune di Merna (Miren), mentre nel 1947 passarono al Comune di Sagrado. Nel 1951 fu nuovamente costituito il Comune autonomo di Savogna d'Isonzo.
In occasione dell'approvazione del nuovo Statuto comunale, nel 1992 l'Amministrazione vi introdusse delle norme fondamentali riguardanti i diritti della comunità nazionale slovena.