Procedimenti dell'Area Tecnico - Manutentiva

Piano Attuativo Comunale (P.A.C.)

Punto Contenuto del procedimento
A) Il Piano Attuativo Comunale è normato dall'art. 25, della L.R. 05/2007 e smi, dall'art. 7 del D.P.Reg. 086/Pres. del 20.08. 2008, Regolamento di Attuazione della Parte I - urbanistica della L.R. 05/2007 e dall'art. 3 delle NTA del vigente PRGC;
B) U.O. - Ufficio Tecnico settore Edilizia Privata-Urbanistica - Responsabile dell'Istruttoria e del procedimento: - Dott. Paolo NONINO (Tel: 0481882001- Fax: 0481882447 - mail: tecnico@com-savogna-di-isonzo.regione.fvg.it - Pec: comune.savognadisonzo@certgov.fvg.it;
C) La modulistica necessaria per le comunicazioni è presente sul sito internet comunale nella sezione modulistica. Per la presentazione delle documentazione l'Ufficio competente è l'Ufficio Protocollo presso il Municipio in via Primo Maggio n.140, nel proprio orario di apertura;
D) Le informazioni possono essere richieste all'Ufficio Tecnico presso il Municipio di via Primo Maggio n.140 sia via mail che presentandosi personalmetne presso l'ufficio negli orari di apertura al pubblico;
E) I Piani di Attuazione Comunale (PAC) possono esssere di iniziativa pubblica o privata da approvarsi obbligatoriamente prima della richiesta dei titoli edilizi abilitativi; oppure contestualmente a essi nei casi previsti dalla normativa vigente;
F) Il PAC di iniziativa pubblica o privata deve contenere tutti gli elaborati previsti obbligatoriamente da leggi e regolamenti ed ha validità di dieci anni, salva diversa previsione di legge;
G) I Piani Attuativi Comunali sono adottati e approvati dalla Giunta comunale in seduta pubblica, secondo le modalità previste nel regolamento comunale. I PAC sono addottati e approvati dal Consiglio comunale qualora ne faccia richiesta almeno un quarto dei Consiglieri comunali;
H) Preliminarmente alla adozione del Piano Attuativo Comunale deve essere avviata la procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ai sensi dell’art. 12 del Decreto Legislativo n° 152/2006;
I) Il PAC adottato è depositato presso la sede del Comune per trenta giorni entro i quali chiunque può formulare osservazioni e opposizioni;
L) Il PAC entra in vigore dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione dell'avviso di approvazione;
M) Entro 180 giorni dalla presentazione dell’istanza di approvazione del PAC, sottoscritta dai proprietari o aventi titolo, viene conclusa l’istruttoria;
N) Successivamente l’approvazione del Piano Attuativo Comunale avviene la stipula della convenzione ed il rilascio dei permessi di costruzione relativi alle opere di urbanizzazione ed agli edifici previsti;
O) Il Piano Attuativo Comunale (PAC), d’iniziativa pubblica o privata, contiene i seguenti elaborati: a) la delimitazione delle aree interessate dal piano, sulla base delle individuazioni e localizzazioni; b) la determinazione della destinazione d’uso delle singole aree con l’eventuale individuazione dei comparti edificatori costituenti unità minime di intervento, anche ai fini della perequazione e compensazione urbanistica, secondo quanto previsto nel PRGC; c) la definizione delle tipologie edilizie costruttive e d’uso da adottare negli interventi, se non previste negli elaborati di PRGC con le relative eventuali indicazioni planovolumetriche; d) l’individuazione delle aree e degli edifici da espropriare che risultino indispensabili per assicurare il raggiungimento degli obiettivi del piano, limitatamente ai PAC di iniziativa pubblica; e) il programma concernente le fasi ed i tempi di attuazione degli interventi previsti ed una relazione economica sui principali fattori di costo degli interventi medesimi; f) una relazione contenente la valutazione degli aspetti paesaggistici del Piano nei casi in cui il PAC comprenda beni e località sottoposti a tutela di cui al D.Lgs. 42/2004, redatta in considerazione dei criteri previsti dal D.P.C.M. 12 dicembre 2005 e s.m.i. per quanto compatibili, proporzionalmente al dettaglio stabilito dalla scala di rappresentazione del PAC; g) gli schemi delle opere di urbanizzazione h) relazione illustrativa che descriva gli obiettivi, nonché i criteri informatori del piano, espliciti i contenuti dello stesso, illustri la previsione di massima delle spese occorrenti per la sua realizzazione, delinei i tempi previsti per l’attuazione nonché l’indicazione delle relative priorità; i) norme di attuazione del piano comprendenti tutte le prescrizioni necessarie ad integrare le tavole grafiche, nonché criteri e modalità per l’attuazione degli interventi in esso previsti; l) elenchi catastali degli edifici e delle aree eventualmente da espropriare per l’esecuzione del piano;
P) Il cittadino che intende presentare una proposta di Piano Attuativo Comunale (PAC), per ottenere la sua adozione o approvazione diretta da parte della Giunta/Consiglio Comunale, deve presentare apposita istanza in bollo, presso l'ufficio protocollo.

Certificati di Destinazione Urbanistica

Punto Contenuto del procedimento
A) il Certificato di Destinazione Urbanistica - previsto dal DPR 380/2011, art 30 e dalla LR 19/2009 e smi, art 34, comma 1 - certifica la destinazione urbanistica dei terreni e dei fabbricati, i parametri urbanistici e gli indici e i vincoli di varia natura secondo la classificazione del PRGC;
B) U.O. - Ufficio Tecnico settore Edilizia Privata-Urbanistica - Responsabile dell'Istruttoria e del procedimento: - Dott. Paolo NONINO (Tel: 0481882001- Fax: 0481882447 - mail: tecnico@com-savogna-di-isonzo.regione.fvg.it - Pec: comune.savognadisonzo@certgov.fvg.it;
C) La modulistica necessaria per le comunicazioni è presente sul sito internet comunale nella sezione modulistica. Per la presentazione delle documentazione l'Ufficio competente è l'Ufficio Protocollo presso il Municipio in via Primo Maggio n.140, nel proprio orario di apertura;
D) Le informazioni possono essere richieste all'Ufficio Tecnico presso il Municipio di via Primo Maggio n.140 sia telefonicamente sia via mail che presentandosi personalmente presso l'ufficio negli orari di apertura al pubblico;
E) Il certificato viene richiesto per atti notarili quali compravendite, donazioni, successioni, divisioni, attività agricole, perizie e stime, e per tutti gli altri usi consentiti per legge. Il Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU) può essere richiesto da un cittadino privato o da un tecnico incaricato. L'istanza deve essere indirizzata all' Ufficio tecnico e può essere consegnata all'Ufficio protocollo del Comune di Savogna oppure inoltrata per posta eletronica e/o PEC allegando la documentazione necessaria.Alla domanda deve essere allegato l'estratto della planimetria catastale relativa all'immobile o ai terreni oggetto dell'istanza per consentire la corretta individuazione dell'area;IL rilascio del CDU è previsto entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta e ha una validità di un anno dalla data del rilascio. L'istanza per il rilascio del CDU deve essere presentata in marca da bollo da 14,62 euro da apporre sulla facciata della domanda. Inoltre, al momento del rilascio del Certificato, dovranno essere allegate una o più marche da bollo (a seconda delle facciate che compongono il certificato) e dovranno essere versati di Diritti di segreteria (versamento con bonifico di 5,00 euro fino a 5 particelle).La domanda per il CDU è esente dall'imposta bollo qualora inerente all'attività agricola (piccola proprietà contadina), per successione e per atti espropriativi.

Variante semplificata al PRGC

Punto Contenuto del procedimento
A) La LR 21 del 2015 abroga il previgente articolo 17 del Regolamento di attuazione della Legge Regionale 5/2007 e riscrive, nell'articolo 8, la procedura semplificata per le varianti urbanistiche "non sostanziali" e introduce una nuova disposizione transitoria alla LR 5/2007 al fine di rafforzare la tutela dei suoli e di prevenire ulteriori riduzioni di aree agricole e di suoli naturali;
B) U.O. - Ufficio Tecnico settore Edilizia Privata-Urbanistica - Responsabile dell'Istruttoria e del procedimento: - Dott. Paolo NONINO (Tel: 0481882001- Fax: 0481882447 - mail: tecnico@com-savogna-di-isonzo.regione.fvg.it - Pec: comune.savognadisonzo@certgov.fvg.it;
C) La modulistica necessaria per le comunicazioni è presente sul sito internet comunale nella sezione modulistica. Per la presentazione delle documentazione l'Ufficio competente è l'Ufficio Protocollo presso il Municipio in via Primo Maggio n.140, nel proprio orario di apertura;
E) Le informazioni possono essere richieste all'Ufficio Tecnico presso il Municipio di via Primo Maggio n.140 sia via mail che presentandosi personalmente presso l'ufficio negli orari di apertura al pubblico;
F) Sono varianti di livello comunale e non coinvolgono il livello regionale di pianificazione le varianti agli strumenti urbanistici: a)dotati di rappresentazione schematica delle strategie di piano, ovvero di piano struttura, che si identificano nelle condizioni di cui all'articolo 3, osservano i limiti di soglia di cui all'articolo 4 e rispettano le modalità operative di cui all'articolo 5 della LR 21/2015, b)non dotati di rappresentazione schematica delle strategie di piano, ovvero di piano struttura, qualora osservino le condizioni e limiti di soglia di cui all'art 9 della LR 21/2015;
G) Procedura per le varianti di livello comunale agli strumenti urbanistici dotati di rappresentazione schematica delle strategie di piano, ovvero di piano struttura (art 8 della LR 21/2015); L'Amministrazione comunale, pubblica il progetto di variante sul sito web comunale che , successivamente, viene adottato dal Consiglio comunale 1) La delibera di adozione, divenuta esecutiva, con i relativi elaborati è depositata presso la segreteria comunale per la durata di trenta giorni effettivi affinché chiunque possa prendere visione di tutti i suoi elementi. 2) Del deposito viene dato tempestivo avviso dal Comune sul Bollettino Ufficiale della Regione, nonché mediante pubblicazione nell'Albo comunale e inserzione su almeno un quotidiano locale o sul sito web del Comune. Nei Comuni con meno di diecimila abitanti quest'ultima formadi pubblicità può essere sostituita dall'affissione di manifesti; 3) Entro il periodo di deposito, chiunque può presentare al Comune osservazioni alla variante; 4) Nel medesimo termine i proprietari degli immobili vincolati dalla variante possono presentare opposizioni sulle quali il Comune è tenuto a pronunciarsi specificatamente; 5) L'Amministrazione comunale, prima dell'approvazione della variante, interpella la competente struttura del Ministero per i beni e le attività culturali, qualora siano interessati beni vincolati dalla parte seconda del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio ai sensi dell' articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 ); 6) Decorsi i termini, il Consiglio comunale si pronuncia sulle opposizioni e osservazioni presentate al Comune e introduce le eventuali modifiche conseguenti alle prescrizioni del Ministero per i beni culturali e ambientali e alle intese con gli Enti , 7) quindi approva la variante modificata di conseguenza o decide la sua rielaborazione e riadozione anche parziale 8) La riadozione è necessaria quando le modifiche comportino, ai sensi dell' articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione perpubblica utilità), ulteriori vincoli preordinati all'esproprio o di inedificabilità assoluta. 9) Copia della variante approvata e della relativa deliberazione divenuta esecutiva sono inviate in forma cartacea o digitale all'Amministrazione regionale per il trattamento dei dati a fini istituzionali, 10) Il Comune provvede a pubblicare la predetta deliberazione, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione; 11) La variante al piano regolatore entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, a opera del Comune, dell'avviso della deliberazione del Consiglio comunale di approvazione della variante stessa;
H) Contestualmente alla formazione della variante deve essere avviata la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) ai sensi dell’art. 12 del Decreto Legislativo n° 152/2006;
I) Per le varianti non dotate di rappresentazione schematica delle strategie di piano si applicano, per le fasi successive alla sua adozione da parte del Consiglio comunale, le procedure sopra descritte ( art 9 LR 21/2015). Le varianti recepiscono, con le necessarie verifiche, precisazioni e integrazioni, le prescrizioni dei piani e delle normative sovraordinate, nonché tutte le disposizioni vigenti che disciplinano la formazione degli strumenti urbanistici in via ordinaria e contengono, altresì, una relazione sottoscritta dal progettista incaricato della redazione dello strumento urbanistico e asseverata dal responsabile del procedimento che dimostri il rispetto delle condizioni e dei limiti di soglia;
L) La legge introduce anche una nuova disposizione transitoria alla LR 5/2007 al fine di rafforzare la tutela dei suoli e di prevenire ulteriori riduzioni di aree agricole e di suoli naturali nell'ambito delle relazioni e degli effetti territoriali indotti dall'insediamento di attività produttive (industriali, artigianali e commerciali). Il nuovo art. 63-quinques stabilisce otto condizioni di ammissibilità per prevedere nuove zone D e H, o l'ampliamento di quelle esistenti, imponendo la dimostrazione: a)dell'ulteriore comprovato fabbisogno insediativo rispetto a quello previsto negli strumenti urbanistici comunali in vigore, riconducibile a dinamiche o andamenti socioeconomici di nuova evidenza; b)della preminente saturazione delle aree già destinate alle funzioni corrispondenti; c)della prevalente occupazione dei volumi extraresidenziali già edificati sui volumi complessivamente esistenti nelle zone D e H; d)dell'area d'influenza degli agglomerati industriali d'interesse regionale; e)dell'eventuale esistenza di Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (APEA), dovendo le stesse costituire riferimento localizzativo prioritario per l'insediamento di nuove attività artigianali e industrialia); f)la coerenza con le finalità di promozione dello sviluppo sostenibile, di limitazione del consumo di suolo e di contrasto alla dispersione insediativa; g)la congruità commerciale dei piani comunali di settore del commercio alla vigente normativa;h)la compatibilità urbanistica e ambientale della scelta di localizzazione degli esercizi di vendita di grande struttura; Tali condizioni non si applicano -per espressa volontà del legislatore- alle zone destinate agli insediamenti industriali per attività estrattive esistenti e di progetto, mentre il divieto di trasformazione di zone di tipo F (di rilevante interesse ambientale) o di zone di tipo E (agricole) trova applicazione unicamente per la localizzazione di nuovi esercizi di vendita di grande struttura.

Variante generale al PRGC

Punto Contenuto del Procedimento  
A) La formazione degli strumenti urbanistici generali comunali e loro varianti (Piani Regolatori Generali Comunali), che non rientrano nelle fattispecie di cui all'articolo 63 e al capo II della legge regionale 25 settembre 2015, n. 21 (Disposizioni in materia di varianti urbanistiche di livello comunale e contenimento del consumo di suolo), è soggetta ai contenuti e alle procedure stabiliti dall'art 63 bis della LR 5/2007;  
B) U.O. - Ufficio Tecnico settore Edilizia Privata-Urbanistica - Responsabile dell'Istruttoria e del procedimento: - Dott. Paolo NONINO (Tel: 0481882001- Fax: 0481882447 - mail: tecnico@com-savogna-di-isonzo.regione.fvg.it - Pec: comune.savognadisonzo@certgov.fvg.it;  
C) La modulistica necessaria per le comunicazioni è presente sul sito internet comunale nella sezione modulistica. Per la presentazione delle documentazione l'Ufficio competente è l'Ufficio Protocollo presso il Municipio in via Primo Maggio n.140, nel proprio orario di apertura;  
D) Le informazioni possono essere richieste all'Ufficio Tecnico presso il Municipio di via Primo Maggio n.140 sia telefonicamente sia via mail che presentandosi personalmente presso l'ufficio negli orari di apertura al pubblico.  
E) Lo strumento urbanistico generale contiene: a) gli obiettivi e le strategie, anche suddivisi per ambiti territoriali, che l'Amministrazione comunale intende perseguire con il piano per la definizione degli interventi di attuazione, nonché di revisione o aggiornamento del piano medesimo;b) il recepimento, con le necessarie verifiche, precisazioni e integrazioni delle direttive e delle prescrizioni dei piani e delle normative sovraordinate;c) la definizione degli interventi per la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, agricole, paesistiche e storiche, con l'indicazione dei vincoli di conservazione imposti da normative sovraordinate;d) la ricognizione delle zone di recupero e gli elementi che giustifichino, in subordine, l'eventuale previsione di zone di espansione in relazione alle esigenze insediative previste dallo strumento urbanistico generale;e) lo studio della situazione geologica, idraulica e valanghiva del territorio al fine di poter valutare la compatibilità ambientale delle previsioni di piano; f) l'individuazione delle aree del territorio comunale adibite a zone con caratteristiche omogenee in riferimento all'uso, alla preesistente edificazione, alla densità insediativa, alle infrastrutture e alle opere di urbanizzazione; tali elementi sono definiti con riferimento alle destinazioni d'uso prevalenti e a quelle compatibili indicate dallo strumento urbanistico generale per ciascuna zona; g) la disciplina delle aree soggette alla pianificazione e gestione degli enti pubblici ai quali le leggi statali e regionali attribuiscono specifiche funzioni di pianificazione territoriale in relazione ai fini istituzionali degli stessi; h) la disciplina delle aree destinate alla realizzazione di servizi pubblici e attrezzature di interesse collettivo e sociale sulla base del decreto del Presidente della Giunta regionale 20 aprile 1995, n. 126 (Revisione degli standard urbanistici regionali); i) l'individuazione delle infrastrutture stradali, ferroviarie, di navigazione, le reti di approvvigionamento idrico ed energetico, i presidi igienici e i relativi impianti, le reti tecnologiche di comunicazione;  
F) Con lo strumento urbanistico generale possono essere posti vincoli di inedificabilità relativamente a: a) protezione delle parti del territorio e dell'edificato di interesse ambientale, paesistico e storico - culturale; b) protezione funzionale di infrastrutture e impianti di interesse pubblico; c) salvaguardia da potenziali situazioni di pericolo per l'incolumità di persone e cose; Nelle zone sottoposte a vincolo sono comunque sempre ammessi, salvo espliciti divieti, gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio e infrastrutturale esistente;  
G) Lo strumento urbanistico generale contiene l'individuazione degli ambiti in cui l'attuazione avviene attraverso la predisposizione di Piani Regolatori Particolareggiati Comunali (PRPC) o di altri strumenti attuativi;  
H) Lo strumento urbanistico generale disciplina l'uso del territorio con strumenti grafici, normativi e descrittivi. Sono strumenti grafici:1) la rappresentazione dello stato di fatto dei luoghi e dell'edificato aggiornato, nonché la perimetrazione delle aree soggette a rischio naturale;2) la rappresentazione schematica della strategia del piano che risulti dalla sintesi degli elementi strutturali del territorio relazionati alle previsioni del piano;3) le planimetrie di progetto. Sono strumenti normativi e descrittivi: 1) le schede quantitative dei dati urbanistici e territoriali;2) la relazione con l'illustrazione del progetto e dei contenuti delle modifiche che esorbitano condizioni o limiti di applicazione delle disposizioni di cui al capo II della legge regionale n. 21/2015;3) le norme tecniche di attuazione;  
I) Procedura di formazione dello strumento urbanistico:1)Il Consiglio comunale impartisce le direttive da seguire nella predisposizione di un nuovo strumento urbanistico generale e delle sue varianti che incidono sugli obiettivi e sulle strategie. Le direttive vengono portate a conoscenza dell'Amministrazione regionale, delle Amministrazioni statali interessate, degli enti e delle aziende che esercitano pubblici servizi, nonché dei Comuni contermini; 2) Il progetto di strumento urbanistico generale o una sua variante è adottato dal Consiglio comunale ed è inviato all'Amministrazione regionale che ne dà avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione; 3)Lo strumento urbanistico generale adottato, dopo la pubblicazione, è depositato presso il Comune per la durata di trenta giorni effettivi, affinché chiunque possa prenderne visione. Del deposito viene data notizia con apposito avviso pubblicato nell'Albo comunale e mediante inserzione su almeno un quotidiano locale o sul sito web del Comune. Nei Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti tale forma di pubblicità può essere sostituita dall'affissione di manifesti; 4) Entro il periodo di deposito chiunque può presentare al Comune osservazioni. Nel medesimo termine i proprietari degli immobili vincolati dallo strumento urbanistico generale possono presentare opposizioni sulle quali il Comune è tenuto a pronunciarsi specificatamente;5) Nei novanta giorni successivi alla data di ricezione della deliberazione esecutiva di adozione, la Giunta regionale, sentita la struttura regionale competente, nonché il Ministero per i beni e le attività culturali, qualora siano interessati beni vincolati ai sensi della Parte II del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), può comunicare al Comune le proprie riserve vincolanti motivate; 6) Nel corso del medesimo periodo, il Comune deve raggiungere con le Amministrazioni competenti le intese necessarie ai fini degli eventuali mutamenti di destinazione dei beni immobili, appartenenti al demanio e al patrimonio indisponibile dello Stato o della Regione, nonché le intese con gli enti pubblici; 7) Il Consiglio comunale, decorso i termini, approva lo strumento urbanistico generale, con deliberazione da pubblicarsi, per estratto, a cura dell'Amministrazione regionale, sul Bollettino Ufficiale della Regione, qualora: a) non vi sia la necessità di raggiungere le intese o le stesse siano già raggiunte; b) non siano state presentate opposizioni e osservazioni; c) non siano state formulate riserve dalla Giunta regionale, 8) Qualora siano state formulate riserve dalla Giunta regionale o siano state presentate opposizioni e osservazioni sullo strumento urbanistico generale, il Consiglio comunale, si pronuncia motivatamente sulle stesse e approva lo strumento urbanistico generale eventualmente modificato in accoglimento di esse, ovvero decide la sua rielaborazione. La riadozione è comunque necessaria quando le modifiche da apportare siano tali da incidere sugli obiettivi e sulle strategie di cui al comma 3, lettera a), ovvero le intese di cui al comma 13 non siano raggiunte. 9) La deliberazione del Consigliocomunale e i relativi atti, di cui al comma 15, sono inviati all'Amministrazione regionale. Entro i successivi sessanta giorni la Giunta regionale ne conferma l'esecutività con deliberazione che viene pubblicata, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione, 10)La Giunta regionale non conferma l'esecutività della deliberazione del Consiglio comunale, limitatamente alle parti oggetto di modifiche introdotte a seguito dell'accoglimento di opposizioni e osservazioni che confliggano con gli obiettivi e le strategie, nonché per le parti in cui le modifiche introdotte non attengano al superamento delle riserve regionali;11)Qualora non risultino superate le riserve, il Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, sentita la struttura regionale competente, che si esprime entro sessanta giorni dal ricevimento della deliberazione del Consiglio comunale di cui al comma 15, entro i successivi trenta giorni con proprio decreto, dispone l'introduzione nello strumento urbanistico generale approvato delle modifiche ritenute indispensabili e ne conferma l'esecutività, ovvero, nell'ipotesi di cui al comma 15, secondo periodo, ne dispone la rielaborazione. L'avviso del decreto del Presidente della Regione è pubblicato, per estratto, sul Bollettino Ufficiale della Regione, 12)Nei procedimenti di cui ai commi 12 e 18 trovano applicazione i capi I e II del titolo I della legge regionale 20 marzo 2000, n. 7 (Testo unico delle norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso), e successive modifiche, 13)I piani comunali di settore, elaborati in applicazione di leggi dello Stato o della Regione o su iniziativa autonoma del Comune, sono strumenti finalizzati a disciplinare modalità di esercizio di attività di rilievo sociale, economico e ambientale relativamente all'intero territorio comunale, integrano le indicazioni dello strumento urbanistico generale e costituiscono, ove necessario, variante di livello comunale al medesimo purché rientrino nelle disposizioni del capo II della legge regionale n. 21/2015; in caso contrario, sono osservate le procedure di adozione e approvazione previste dal presente articolo H) Validità temporale e salvaguardia degli strumenti urbanistici generali comunali e loro varianti di cui all'articolo 63 bis
L) Gli strumenti urbanistici generali e le loro varianti formati ai sensi dell'articolo 63 bis hanno durata indeterminata ed entrano in vigore, a seconda dei casi, il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione: a) della deliberazione di approvazione del Consiglio comunale di cui all'articolo 63 bis, comma 14;b) dell'estratto della deliberazione della Giunta regionale di conferma di esecutività di cui all'articolo 63 bis, comma 16; c) dell'avviso del decreto del Presidente della Regione di cui all'articolo 63 bis, comma 18;  
M) Agli strumenti urbanistici generali formati ai sensi dell'articolo 63 bis si applica l'articolo 20 in materia di salvaguardia, nel termine massimo di due anni. Il Consiglio comunale, in sede di adozione delle direttive di cui all'articolo 63 bis, comma 8, può prevedere che sia adottata analoga sospensione per gli interventi che siano in contrasto con le direttive suddette. In tal caso alla deliberazione del Consiglio comunale deve essere allegato idoneo elaborato grafico con l'indicazione delle aree soggette a regime di salvaguardia;  
N) Ai PRPC si applica la salvaguardia di cui sopra. La salvaguardia non trova applicazione relativamente ai contenuti previsti dall'articolo 63 bis, comma 7, lettera a), numero 2)Agli strumenti urbanistici generali formati ai sensi dell'articolo 63 bis si applica l'articolo 23 in materia di decadenza dei vincoli. Nelle aree assoggettate a PRPC, nelle quali i vincoli e i limiti edificatori posti dalle norme di piano perdano efficacia per mancata adozione entro cinque anni dall'entrata in vigore del piano medesimo dei relativi piani attuativi, precedentemente all'adozione delle varianti di cui all'articolo 23 è consentita l'adozione di PRPC, purché tali strumenti prevedano le attrezzature e i servizi necessari alle esigenze dei soggetti insediabili nelle aree interessate o sia dimostrato il soddisfacimento di tali esigenze dai servizi e dalle attrezzature pubbliche eventualmente esistenti, con l'osservanza delle prescrizioni di zona e degli indici edilizi previsti dalle norme di attuazione dello strumento urbanistico generale;  
     

Edilizia Libera

Punto Contenuto del Procedimento
A) Attività di edilizia libera (art 16 LR 19/2009 e smi) e attività di edilizia libera asseverata (art 16 bis LR 19/2009 e smi, corrispondente alla cd CILA nazionale di cui all'art 6 bis del DPR 340/2001)
B) U.O. - Ufficio Tecnico settore Edilizia Privata-Urbanistica - Responsabile dell'Istruttoria e del procedimento: - Dott. Paolo NONINO (Tel: 0481882001- Fax: 0481882447- mail: tecnico@com-savogna-di-isonzo.regione.fvg.it - Pec: comune.savognadisonzo@certgov.fvg.it
C) La modulistica necessaria per le comunicazioni è presente sul sito internet comunale nella sezione modulistica. Per la presentazione delle documentazione l'Ufficio competente è l'Ufficio Protocollo presso il Municipio in via Primo Maggio n.140, nel proprio orario di apertura.
D) Le informazioni possono essere richieste all'Ufficio Tecnico presso il Municipio di via Primo Maggio n.140 sia telefonicamente sia via mail che presentandosi personalmente presso l'ufficio negli orari di apertura al pubblico.

Edilizia Libera ed Edilizia libera asseverata ai sensi dell'art 16 e 16 bis della L.R. 19/09 e smi

Punto Attività di edilizia libera Art. 16 Attività di edilizia libeera asseverata Art. 16 bis
E) L'attività edilizia libera di cui all'art 16 non richiede alcuna presentazione di comunicazione o segnalazione o altro atto comunque denominato nè presuppone alcuna attività di riscontro o certificativa da parte del Comune (fanno eccezione le due casistiche per le quali rileva la temporaneità dell'opera, in relazione alle quali è richiesta una comunicazione sul dies a qua), in ogni caso è ribadita la necessità di oseervare le prescrizioni derivate dalle diverse discipline che incidono sull'attività edilizia ( statica ), inoltre la realizzazione degli interventi che riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica o paesaggistico-ambientale è sottoposta al preventivo rilascio del parere o dell'autorizzazione richiesti secondo la normativa di tutela dei beni culturali e del paesaggio Definisce le opere che, sempre nel rispetto degli strumenti urbanistici comunali, dei regolamenti edilizi comunali e delle diverse normative che incidono nel settore edilizio, possono essere realizzate previa mera comunicazione di inizio lavori con asseverazione di tecnico abilitato accompagnata da opportuni elaborati grafici esplicativi. In ogni caso gli interventi qualora riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica o paesaggistica ambientale, è subordinata al previsto rilascio del parere o autorizzazione richiesti dalla legge in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio. L'attività edilizia libera asseverata è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a 3 anni a decorrere della data di inizio lavori comunicata.La realizzazione della parte non ultimata è subordinata a nuova comunicazione.
a) interventi di manutenzione ordinaria del patrimonio esistente interventi di manutenzione straordinaria ai sensi delle leggi di settore, compresi quelli di frazionamento o fusione di unità immobiliari
b) tutte le strutture temporanee di cantiere finalizzate ad interventi in edilizia libera per il tempo strettamente necessario mutamenti di destinazione d'uso degli immobili consentiti da strumento urbanistico comunale
c) interventi volti all'eliminazione delle barriere architettoniche che non alterino la sagoma dell'edificio realizzazione di pertinenze di edifici o unità immobiliari esistenti che comportino volumetria, quali bussole, verande, costruzioni a uso garage, serre, depositiattrezzi o simili, nei limiti del 10% del volume utile dell'edificio o dell'unità immobiliare, se a destinazione residenziale, o nei limiti del 5% della superficie utile sea uso diverso da residenziale; tali interventi non possono comunque comportare unaumento superiore a 100 mc della volumetria utile della costruzione originaria
d) opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico o siano eseguite in aree esterne al centroe dificato per un limite massimo di 12 mesi realizzazione di tettoie di aree pertinenziali degli edifici o di unità immobiliari esistenti, anche destinate a parcheggio, qualora non realizzabili ai sensi dell'art 16
e) opere di bonifica, movimentazione o sistemazione del terreno di pertinenza di edifici esistenti o ubicato in zona agricola, nonchè relativi depositi di amteriale funzionale all'utilizzo in loco, purchè non superino il limite di 30 mc e per un periodo di 12 mesi interventi per il risparmio energetico su edifici o unità immobiliari esistenti anche nel caso in cui comportino limitate modifiche volumetriche di cui all'art 37
f) opere di bonifica, movimentazione o sistemazione del terreno, nonchè pratiche agro-silvo-pastorali strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola ed eseguite dall'imprenditore agricolo e non comportino una sostituzione dello strato superficiale a titolo professionale, purchè non superino i 2000mc di movimentazione complessiva di terreno e non comportino una sostituzione dello strato superficiale superiore ad un metro opere di eliminazione di barriere architettoniche in edifici esistenti qualora alterino la sagoma dell'edificio
g) serre mobili stagionali, sprovviste dis trutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola e alle pratiche agro-silvo-pastorali con esclusione degli interventi che comportano trasformazione di aree boscate opere sportive che non comportino volumetria utile ivi comprese le oepre di copertura stagionale delle strutture
h) gli interventi stagionali di movimentazione in sito di salla sabbia, lungo i litorali appartenenti al demanio turistico ricreativo, necessari a garantire l'uso della spiaggia mediante ripristino della stessa dopo l'erosione o la movimentazione provocata dal mare parcheggi previsti dalla legge per gli edifici o le unità immobiliari, interrati o seminterrati, realizzati nell'area di pertinenza urbanistica o in altra area avente la stessa destinazione di zona o comunque in zona urbanisticamente compatibile, purchè la distanza non superi il raggio di 500 m; il Comune può autorizzare una distanza maggiore non superiore a 1000 m nei casi in cui non sia possibile rispettare il predetto limite; ai sensi del combinato disposto di cui all'art 33, comma 2 e all'art 3, comma2, lettera c) il legame pertinenziale è definito in un atto unilaterale d'obbligo da trascrivere nei registri immobiliari
j) depositi o esposizioni permanenti di materiali o di merci a cielo aperto, realizzati all'interno delle zone destinate ad attività produttive o commerciali previste dagli strumenti urbanistici comunali, purchè connessi alle attività esercitate e nel rispetto delle altezze e delle distanze da essi prescritte per tali zone opere di scavo e reiterro entro i 6.000 mc
k) opere caratterizzate da precarietà strutturale e funzionale, dirette a soddisfare esigenze contigenti e temporanee per lo svolgimento di attività, di manifestazioni culturali e sportive soggette unicamente alle autorizzazioni previste dal testo unico dalle leggi di pubblica sicurezza e destinate a essere immediatamente rimosse al cessare della necessità  
l) opere di scavo e reinterro dirette all'esecuzione di interventi di manutenzione di condotte sotterranee lungo al viabilità esistente, nonchè tutte le oepre per il raccordo degli utenti alle reti dei servizi esistenti di gas, energia elettrica, telecomunciazioni, acquedotto e fognatura, ivi comprese le relative opere di scavo, posa delle condutture e reinterro;  
m) realizzazione di pertinenze di edifici o di unità immobiliari esistenti che comportino volumetria fino a 25 mc per unità immobiliare ovvero che non comportino volumetria qualora destinate ad arredi da giardino o terrazzo, barbecue, aree ludiche senza fini di lucro, nonchè tutti gli interventi di ornamento dell'edificio o sue pertinenze  
n) realizzazione di tettoie di aree pertinenziali degli edifici o unità immobiliari esistenti, anche destinate a parcheggio, che comportino occupazione complessiva massima di 25 mq di superficie coperta per unità immobiliare  
o) pavimentazione di aree pertinenziali degli edifici o unità immobiliari esistenti, anche destinate a parcheggio, che comportino occupazione complessiva massima 100 mq di superficie per unità immobiliare; tale limite superficiale non trova applicazione qualora per la realizzazione dell'intervento vengano utilizzati materiali drenanti  
p) gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw  
q) installazione di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda, senza serbatoi di accumulo esterni o i cui componenti non modifichino la sagoma degli edifici stessi e la superficie dell'impianto non sia superiore a quella del tetto stesso  
r) installazione di singoli generatori eolici di altezza complessiva non superiore a 1,5 m e diametro non superiore a 1 m, purchè non ricadenti in zona A e B0 o singoli edifici a esse equiparati, come individuate dagli strumenti urbanistici comunali  
s) installazione di impianti per la produzione di energia elettrica o termica da fonti rinnovabili su edifici o aree di pertinenza degli stessi all'interno delle zone destinate ad attività produttive o commerciali previste dagli strumenti urbanistici comunali  
t) installazione di serbatoi interrati di GPL, fino alla capacità di 13 mc, nonchè la realizzazione di impianti tecnologici e di climatizzazione pertinenziali a edifici o unità immobiliari, nel rispetto dei criteri e dei limiti stabiliti dalle leggi di settore  
u) realizzazione di elementi di arredo urbano quali, ad esempio, aree ludiche senza fini di lucro, qualora non comportino volumetria  
v) recinzioni, muri di cinta o cancelalte a chiusura di fondi privati, purchè non ricadano in zona A o B0 o singoli edifici a esse equiparati, non insistano sulla fascia di rispetto della viabilità pubblica o aperta al pubblico, fatte salve le prosecuzioni in allineamento a recinzioni limitrofe esistenti, anche di diversa proprietà, identiche per tipologia e materiali, ovvero recinzioni utilizzate in zona agricola per il pascolo deglia animali non stabilmente ancorate al terreno; in ogni caso le manutenzioni ordìnarie e strordinarie dei muretti a secco costruiti in pietra locale restano soggette alle speciali disposizioni di deroga di cui all'art 34 delle LR 16/ 2008  
w) collocazione, modifica o rimozione di lapidi, stemmi, insegne, targhe, decorazioni e simili, nonchè di cartelli o di affissi pubblicitari, di segnali indicatori o di monumenti anche se interessano la viabilità pubblica o le relative fasce di rispetto  
x) strutture ricettive turistiche all'aria aperta e allestimenti mobili di pernottamento installati a cura della gestione delle strutture turistiche, purchè espressamente ammesse nello strumento urbanistico comunale e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge regionale in materia di turismo e dei seguenti requisiti 1)conservino i meccanismi di movimento in funzione 2) non possiedano alcun collegamento permanente al terreno 3) gli allacciamenti alle reti tecnologiche siano rimovibili in ogni momento  
y) appostamenti per attività venatoria nei limiti dimensionali e tipologici disciplinati dalla leggge regionale di settore  
z) demolizione delle opere abusive e ripristino dello stato dei luoghi  
aa) realizzazione di volumi tecnici che si rendano indispensabili a seguito dll'installazione di impianti tecnologici necessari per le esigenze degli edifici esistenti  
bb) gli interventi su edifici esistenti volti alla realizzazione di cornicioni o sporti di linda, canne fumarie o torrette da camino  
2) edifici o aree destinate ad attività industriali o artigianali sono altresì realizzabili mediante attività edilizia libera asseverata le varianti in corso d'opera a permessi di costruire o a segnalazioni certificate di inizio attività, anche in alternativa al permesso di costruire, nonchè a comunicazioni di inizio lavori asseverate qualora le opere in variante siano riconducibili alle tipologie elencate agli art 16 e 16bis. In tali casi le varianti non danno luogo alla sospensione dei lavori di cui all'art 42 e costituiscono parte integrante del procedimento relativo al permesso di costruire o alla segnalazione certificata di inizio attività, anche in alternativa al permesso di costruire, dell'intervento principale; l'eventuale mancata presentazione rimane soggetta alla sanzione pecuniaria prevista dall'art51 comma 4 bis, fermo restando che le stesse comunicazioni possono essere presentate anche prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori, costituendo aggiornamento progettuale dell'intervento principale
a) opere necessarie a realizzare, ad integrare, mantenere in efficienza o adeguare gli impianti tecnologici e ir elativi volumi tecnici in conformità alle ordinarie esigenze di servizio o alle norme di sicurezza, purchè garantiscano un rapporto di strumentalità rispetto all'immobile già esistente, nonchè interventi di manutenzione e spostamento di serbatoi per lo stoccaggio e la movimentazione dei prodotti con le relative opere  
b) realizzazione di volumi tecnici non idonei alla rpesenza di mandopera, realizzati con lo scopo di proteggere apparecchi o ssitemi, quali, a esempio, cabine per i trasformatori, interruttori elettrici, valvole di intercettazione fluidi, stazioni di trasmissione dati e comandi, purchè destinati in modo durevole al servizio dello stabilimento e nel rispetto dei parametrie edilizi prescritti dagli strumenti urbanistici comunali  
c) sistemi per la canalizzazione dei fluidi mediante tubazioni, fognature, e canalizzazioni fognanti aperte, comprese le relative vasche di trattametno e decantazione, nonchè trincee a cielo aperto, destiante a raccogliere tubazioni di processo e servizi, purchè realizzati nell'area di pertinenza dello stabilimento  
d) installazione di pali porta tubi in metallo e conglomerato armato, semplici e composti, passerelle di sostegni in metallo o conglomerato armato per l'attraversamento delle strade interne con tubazioni di processo e servizi, nonchè soppalchi realizzati con la struttura portante in ferro e piano grigliato aperto aventi funzioni di supporto a tubazioni e apparecchaiture, contenuti entro l'edificio o l'area di pertinenza dello stesso  
e) basamenti, incastellature di sostegno e apparecchiature all'aperto per la modifica e il miglioramento di impianti esistenti, nonchè attrezzture per la movimentazione di materie prime e prodotti alla rinfusa e in confezione  
f) deposito di container o simili, purchè l'ingombro totale degli stessi occupi una superficie coperta pari o inferiore al 10% della sueprficie coeprta dell'edificio o dell'unià immobiliare esistente cui accede ovvere fino al limite massimo non uperiore ai 120 mq di superficie coperta  

Permesso di Costruire

Punto Contenuto del Procedimento
A) Procedimento per il rilascio del Permesso di Costruire ai sensi dell'art. 24 della L.R. 19/2009 "Codice Regionale dell'Edilizia" e s.m.i.
B) U.O. - Ufficio Tecnico settore Edilizia Privata-Urbanistica - Responsabile dell'Istruttoria e del procedimento: - Dott. Paolo NONINO (Tel: 0481882001 - Fax: 0481882447 - mail: tecnico@com-savogna-di-isonzo.regione.fvg.it - Pec: comune.savognadisonzo@certgov.fvg.it
C) La modulistica necessaria da presentare a corredo della domanda per il rilascio del Permesso di Costruire è presente sul sito internet comunale nella sezione modulistica. Per la presentazione delle domande l'Ufficio competente è l'Ufficio Protocollo presso il municipio in via Primo maggio n.140, nel proprio orario di apertura.
D) Le informazioni possono essere richieste all'Ufficio Tecnico presso il Municipio di via Primo Maggio n.140 sia telefonicamente sia via mail che presentandosi personalmente presso l'ufficio negli orari di apertura al pubblico.
E) Ai sensi dell'art. 24 comma 2 della L.R. 19/2009 il Comune di Savogna d'Isonzo, entro 10 giorni dalla data di presentazione della domanda, comunica al richiedente il nominativo del responsabile del procedimento ai sensi degli art. 4 e 5 della legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", e successive modifiche. L'esame delle domande si svolge secondo l'ordine cronologico di presentazione, fatte salve motivate esigenze di ordine pubblico.
F) Entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, il responsabile del procedimento cura l’istruttoria, acquisisce i prescritti pareri dagli uffici comunali, nonché gli altri pareri richiesti dalle leggi di settore e, valutata la conformità del progetto alla normativa vigente, formula una proposta di provvedimento, corredata di una dettagliata relazione, con la qualificazione tecnico-giuridica dell’intervento richiesto. Il termine è ridotto a trenta giorni nel caso in cui i prescritti pareri siano già stati allegati alla domanda dal richiedente. In ogni caso, l’istruttoria esula dalla verifica della veridicità e completezza delle dichiarazioni asseveranti, fermo restando l’onere in capo al Comune di attivare procedure di controlli a campione sulle stesse, le cui modalità vengono stabilite con regolamento comunale. Il responsabile del procedimento, qualora ritenga che ai fini del rilascio del permesso di costruire sia necessario apportare modifiche di modesta entità rispetto al progetto originario, può, entro 60 giorni, richiedere tali modifiche, illustrandone le ragioni. L’interessato si pronuncia sulla richiesta di modifica entro il termine fissato e, in caso di adesione, è tenuto a integrare la documentazione nei successivi quindici giorni. La richiesta di cui al presente comma sospende, fino al relativo esito, il decorso del termine di cui sopra. Il termine di 60 giorni può essere interrotto una sola volta dal responsabile del procedimento, entro trenta giorni dalla presentazione della domanda, esclusivamente per la motivata richiesta di documenti che integrino o completino la documentazione presentata e che non siano già nella disponibilità dell’amministrazione o che questa non possa acquisire autonomamente. In tal caso, il termine ricomincia a decorrere dalla data di ricezione della documentazione integrativa. Se entro il termine di cui sopra non sono intervenute le intese, i concerti, i nulla osta o gli assensi, comunque denominati, delle altre amministrazioni pubbliche, o è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate, qualora tale dissenso non risulti fondato sull’assoluta incompatibilità dell’intervento, il responsabile del competente ufficio comunale indice la conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 241/1990. Le amministrazioni che esprimono parere positivo possono non intervenire alla conferenza di servizi e trasmettere i relativi atti di assenso, dei quali si tiene conto ai fini dell’individuazione delle posizioni prevalenti per l’adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento, di cui all’articolo 14 ter, comma 6 bis, della legge 241/1990. In ogni caso, la conferenza di servizi può essere convocata dal competente ufficio comunale anche qualora ai fini della realizzazione dell’intervento, sia necessario acquisire atti di assenso, comunque denominati, di altre amministrazioni tra le quali l’Amministrazione regionale. Il provvedimento finale, che il Comune provvede a notificare all’interessato, è adottato dal Sindaco o dal dirigente o dal responsabile del competente ufficio comunale ai sensi dell’articolo 22, comma 1, entro quindici giorni dalla proposta, ovvero dall’esito della conferenza di servizi. La determinazione motivata di conclusione del procedimento, assunta nei termini di cui agli articoli da 14 a 14 ter della legge 241/1990 è, a ogni effetto, titolo per la realizzazione dell’intervento. Il termine di cui al primo periodo è fissato in trenta giorni con la medesima decorrenza qualora il dirigente o il responsabile del procedimento abbia comunicato all’istante i motivi che ostano all’accoglimento della domanda, ai sensi dell’articolo 10 bis della citata legge 241/1990. Dell’avvenuto rilascio del permesso di costruire è data notizia al pubblico mediante affissione all’albo pretorio e comunicazione al richiedente. Gli estremi del permesso di costruire sono indicati nel cartello esposto presso il cantiere, secondo le modalità stabilite dal regolamento edilizio.
G) Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, ove il dirigente o il responsabile dell’ufficio o il Sindaco non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso, fatti salvi i casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, per i quali si applicano le disposizioni di cui al all’articolo 20, comma 9, del decreto del Presidente della Repubblica 380/2001. Il termine per il rilascio del permesso di costruire per gli interventi di cui all’articolo 19, comma 2, è di settantacinque giorni dalla data di presentazione della domanda.

Autorizzazioni Paesaggistiche

Punto Contenuto del Procedimento
A) Procedimento per il rilascio dell'Autorizzazione Paesaggistica di competenza del Comune di Savogna d'Isonzo ai sensi delle seguenti leggi: D.Lgs. 42/2004 e s.m.i., L.R. 5/2007, Legge 106/2001, D.P.Reg. 0149/Pres, D.P.Rep. 139/2010, Accordo tra Regione Friuli Venezia Giulia e il Ministero per i Beni Culturali e le Attività Culturali, D.P.C.M. 12/12/2005 e loro successive modifiche ed integrazioni. Il D.P.Rep. 139/2010 è stato abrogato per effetto del DPR 31/2017 che individua gli interventi esclusi o sottoposti ad autorizzazione semplificata. Nelle regioni a statuto speciale dovranno essere adottate opportune norme di coordinamento entro 180 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, nelle more delle quali, in Regione FVG, continueranno ad applicarsi le norme regionali vigenti di cui al D.PReg 149/2012. Gli interventi declinati nell'allegato "A" trovano comunque immediata applicazione.
B) U.O. - Ufficio Tecnico settore Edilizia Privata-Urbanistica - Responsabile dell'Istruttoria e del procedimento: - Dott. Paolo NONINO (Tel: 0481882001- Fax: 0481882447- mail: tecnico@com-savogna-di-isonzo.regione.fvg.it - Pec: comune.savognadisonzo@certgov.fvg.it
C) La modulistica necessaria da presentare a corredo della domanda per il rilascio dell'Autorizzazione Paesaggistica è presente sul sito internet comunale nella sezione modulistica. Per la presentazione delle domande l'Ufficio competente è l'Ufficio Protocollo presso il Municipio in via Primo Maggio n.140, nel proprio orario di apertura.
D) Le informazioni possono essere richieste all'Ufficio Tecnico presso il Municipio di via Primo Maggio n.140 sia telefonicamente sia via mail che presentandosi personalmente presso l'ufficio negli orari di apertura al pubblico.
Punto   Autorizzazione Paesaggistica - Ai sensi dell'art. 146 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.   Autorizzazione Paesaggistica Semplificata - Ai sensi dell'art. 7 del D.P.Reg. 0149/Pres
E) 1) Entro 10 giorni dalla data di presentazione dell'istanza il Comune dà comunicazione al diretto interessato dell'avvio del procedimento con indicati i riferimenti di legge e il nominativo e recapiti del responsabile del procedimento. 1) Il termine per la conclusione del procedimento per il rilascio o diniego dell'Autorizzazione semplificata è di 60 giorni dal ricevimento dell'istanza.
  2) Entro 40 giorni dalla data dei ricevimento dell'istanza il Comune esaminata la documentazione presentata e accertata la regolarità della stessa, trasmette alla Soprintendenza copia stessa corredata dal parere della Commissione Locale per il Paesaggio del Comune. 2) Il Comune entro 30 giorni dalla data di ricezione dell'istanza in caso di valutazione positiva della domanda, inoltra alla Sopraintendenza la documentazione riguardante l'istanza allegando una proposta di Autorizzazione Paesaggistica.
  3) Entro 45 giorni dalla data di ricezione la Soprintendenza rilascia al Comune il proprio parere. In caso di parere negativo la Soprintendenza comunica agli interessati il preavviso di provvedimento negativo ai sensi dell'art. 10-bis della legge 241/90. 3) La Soprintendenza entro 25 giorni dalla data di ricezione della documentazione inviata dal Comune esprime il proprio parere vincolante in caso di esisto positivo.
  4) Entro 20 giorni dalla ricezione del parere della Soprintendenza il Comune provvede a quanto indicato dalla stessa nel parere. 4) Il Comune ottenuto il parere vincolante della Soprintendenza entro 5 giorni dalla ricezione della stessa rilascia l'Autorizzazione Paesaggistica.
  5) Decorsi inutilmente i 45 giorni senza che la Soprintendenza rilasci il proprio parere il comune può indire entro i successivi 15 giorni apposita conferenza di servizi. In ogni caso trascorsi i termini (45+15 giorni) il Comune di esprime sulla domanda di Autorizzazione Paesaggistica. 5) In caso che la soprintendenza entro i 25 giorni di cui sopra NON esprima il proprio parere il Comune rilascia l'Autorizzazione Paesaggistica ritenendo il silenzio-assenso.
F)   In ogni caso il parere della Soprintendenza è vincolante.   Se entro il termine di 60 giorni dalla data di presentazione dell'istanza ne il Comune ne la Soprintendenza danno alcuna comunicazione all'interessato si applicano gli art. 2, comma 8 e 2-bis della Legge 241/90.

Certificato di Agibilità

Punto Contenuto del Procedimento
A) La LR 29/2017, modificando l'art 27 e abrogando l'art 28 della LR 19/2009, sostituisce il previgente Certificato di agibilità con la Segnalazione certificata di agibilità. L'agibilità degli immobili viene certificata da un tecnico abilitato ( e non dal Comune) sulla base della verifica di tutta la documentazione attestante condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico, eliminazione barriere architettoniche, conformità dell'opera e degli impianti installati.
B) Procedimento per la Segnalazione di certificata agibilità in luogo del Certificato di Agibilità di competenza del Comune di Savogna d'Isonzo ai sensi dell'art. 27 della L.R. 19/09 e successive modifiche e integrazioni.
C) U.O. - Ufficio Tecnico settore Edilizia Privata-Urbanistica- Responsabile dell'Istruttoria e del procedimento: - Dott. Paolo NONINO (Tel: 0481882001 - Fax: 0481882447 - mai : tecnico@com-savogna-di-isonzo.regione.fvg.it - Pec: comune.savognadisonzo@certgov.fvg.it
D) La modulistica necessaria da presentare per la documentazione relativa alla Segnaazione di certificata agibilità è presente sul sito internet comunale nella sezione modulistica. Per la presentazione della documentazione, l'Ufficio competente è l'Ufficio Protocollo presso il Municipio in via Primo Maggio n.140, nel proprio orario di apertura.
E) Le informazioni possono essere richieste all'Ufficio Tecnico presso il Municipio di via Primo Maggio n.140 sia telefonicamente sia via mail che presentandosi personalmente presso l'ufficio negli orari di apertura al pubblico.
F) Tempistica e modalità della procedura:
1) Entro 30 giorni dall'ultimazione dei lavori l'interessato presenta la Segnalazione certificata per gli interventi descritti dall'art 27, comma 2, LR 19/2009 e smi.
2) Decorsi 30 giorni dalla presentazione della Segnalazione, il responsabile del procedimento verifica la documentazione. Entro tale termine l'ufficio può disporre apposito sopralluogo per verificare il rispetto delle condizioni di legge.
3) Qualora entro il termine dell'istruttoria venga rilevata carenza delle condizioni prescritte, il responsabile del procedimento ordina la conformazione dell'opera realizzata entro il termine di 60 giorni.
4) Nel caso di mancata conformazione trovano applicazione le ordinarie misure in ambito di vigilanza e sanzioni ricomprese all'interno del Capo VI della LR 19/2009 e nel relativo Regolamento di attuazione.
5) E' consentita al responsabile del procedimento una sola interruzione del processo amministrativo in atto, finalizzata alla richiesta di documentazione integrativa non già in possesso della PA.
G) L'utilizzo delle costruzioni, di cui al comma 2 della LR 19/2009 e smi, può essere iniziato dalla data di presentazione al Comune della Segnalazione Certificata di Agibilità, fatto salvo l'obbligo di conformare l'immobile alle eventuali prescrizioni disposte dall'esito delle verifiche effettuate dall'Amministrazione.
H) I controlli di verifica sulle Segnalazioni certificate di agibilità sono demandati alle Amministrazioni.